Il debito pubblico italiano

sabato 19 maggio 2012

L'attentato di Brindisi: chi ci guadagna?


Proprio stamattina, dopo che si era parlato a lungo di un possibile ritorno del terrorismo nel nostro territorio e dopo qualche precedente - vedi Adinolfi -, si è verificato un atto increscioso e per molti versi preoccupante. Una bomba posta all'ingresso di una scuola superiore di Brindisi è esplosa quasi all'orario d'ingresso. Il bilancio: un morto (una ragazza di 16 anni) e vari feriti. Tutte le scuole della città evacuate.
A livello nazionale, si parla di "ritorno agli anni '70": politici e istituzioni subito condannano il gesto, che viene giudicato di matrice mafiosa - subito dopo l'attentato e senza alcuna prova - , e il tutto sembra presagire l'introduzione di nuove norme "antiterrorismo" che limiteranno inevitabilmente la privacy e la libertà personale dei cittadini.

Chi ci guadagna in tutto questo? Morti di innocenti, preoccupazione su tutto il territorio, il tutto in un periodo che si prospettava già sufficientemente cupo con la crisi dilagante e il governo che fatica a trovare una via d'uscita - cosa pressoché impossibile dal momento che il Paese sta già precipitando nel baratro del default, a meno che non si prendano decisioni drastiche ma necessarie - e perde sempre più consenso.
Ci guadagna forse la mafia, la criminalità organizzata della zona, che a causa di questo attentato sarà costretta a vedere molta più attenzione e molti più controlli in tutta l'area?

Stranamente quando si verificano questi atti vergognosi si trovano sempre i colpevoli, spesso semplicemente dei capri espiatori - come non ricordare il caso di Piazza Fontana - ma non si conoscono mai i nomi dei mandanti. Altrettanto stranamente questi episodi si verificano sempre in situazioni complicate per i governi e per la nazione.
Fatto sta che a causa di tutto questo si incrementeranno i controlli e si prospettano nuove leggi che inevitabilmente ostacoleranno la libertà di ogni singolo cittadino, portandoci sempre più ai livelli di una dittatura. Tecnica, ma pur sempre dittatura.

Ripeto: chi è che ci guadagna?

mercoledì 9 maggio 2012

Qualcosa sta cambiando



Qualcosa sta cambiando, in Italia. Si sta avvertendo questa sensazione già da vari mesi ormai e il grande successo del MoVimento 5 Stelle alle ultime amministrative ha solamente il compito di confermare e rendere realtà ufficiale, tramite i dati, questo pensiero collettivo.

Non a caso ultimamente si sono sprecati i talk show televisivi dedicati a questo fenomeno, faziosi e preparati su misura, fatti col tentativo di screditarlo ed omologarlo a tutti gli altri partiti nazionali, dedicandosi solamente alla figura di Beppe Grillo senza andare a parlare (forse perché non l'hanno neanche capito, figli come sono di questa vecchia politica) la ventata di novità che rappresenta tutto il movimento, l'unica organizzazione che è riuscita finora a riportare un numero consistente di cittadini ad interessarsi della politica, a muoverli verso le urne, con la speranza che non tutto in Italia è perduto e che c'è ancora una possibilità concreta, un'alternativa vera al solito sistema mangiatutto che ci ritroviamo da trent'anni.

A Sarego, provincia di Vicenza, è arrivato addirittura il primo sindaco del Movimento: senza dimenticare gli exploit un po' in tutta Italia, da Parma a Genova, passando per le decine di città dove si è sfondata la doppia cifra. Leggermente più in difficoltà al Sud, territorio dove da sempre ci si è interessati meno alla cosa pubblica, la rete non viene utilizzata per informarsi come al Nord e il voto di scambio è molto più diffuso. Ma man mano si arriverà anche in queste zone.
 Intanto la media nazionale è intorno al 10%, a soli due anni e mezzo dalla fondazione: e per un movimento che (giustamente) non accetta il dibattito televisivo precotto - quando il 60-70% degli italiani si informa esclusivamente tramite la televisione -, è autofinanziato e ha rifiutato tutti i rimborsi elettorali, formato esclusivamente da cittadini incensurati, è un risultato incredibile e forse fino a qualche tempo fa impensabile.

Penso che fra qualche anno, se questo trend continuerà, dovremo dire grazie al MoVimento 5 Stelle: come si può vedere, in tutta Europa stanno sorgendo movimenti xenofobi neonazisti di stampo dittatoriale. E raccolgono numerosi consensi, a causa di una crisi dilagante che sta sconvolgendo tutti i ceti sociali che dunque sono in cerca di un'alternativa ai soliti partiti: questo porta però al rischio concreto di stravolgere la democrazia di un Paese in nome di questi nuovi partiti che, visti da fuori, fanno paura.

 Meno male che qui in Italia non ci sono: e se non ci saranno, sarà anche e soprattutto grazie al Movimento che ha dato ai cittadini italiani una possibilità concreta di non scegliere la solita vecchia politica e i soliti personaggi ma allo stesso tempo di riportare i cittadini nelle istituzioni, favorendo il dibattito politico e la democrazia diretta. Non è roba da poco. E' in un contesto simile a questo che è nato il fascismo e, soprattutto, il nazismo: quest'aria malsana si sta respirando in tutta Europa ma per ora l'Italia ne è quasi immune.

Continuiamo così.

sabato 5 maggio 2012

Amministrative 2012: la svolta?


Eccoci ad una nuova tornata elettorale, a distanza di quasi un anno dalle ultime.
E così come le precedenti, potrebbero indicare il fallimento di qualcuno: nel 2011 le elezioni amministrative evidenziarono in maniera lampante la fine del secondo ventennio, quello del regime berlusconiano, anche se purtroppo non bastarono - e non sono bastate - a purificare l'Italia dallo sfacelo morale che l'ha avvolta col tempo, portando e diffondendo a macchia d'olio i fortissimi virus della disinformazione, dell'immobilismo, della passività da parte dell'intera popolazione, del totale sputtanamento di una classe politica che si definiva "rinnovata" dopo Mani Pulite. L'inizio della fine, non ancora avvenuta, della Seconda repubblica.

Così le elezioni che si terranno domani e dopodomani, comunque vadano le cose, saranno il chiaro simbolo del fallimento dei partiti e di un sistema politico macchinoso e corrotto, che per non manifestare chiaramente la propria sconfitta si trova costretto a nascondersi dietro decine di liste-civetta, per paura di una bocciatura irrevocabile da parte degli elettori: bocciatura che avverrà comunque ma verrà nascosta tramite dibattiti senza contraddittorio che verranno promossi a tappeto su tutte le reti nazionali, un esercizio fallito in partenza di far resistere sempre più il paziente in coma farmacologico prima della inevitabile fine.

In tutto questo, come dimostrato dai sondaggi e dalla sensazione generale che si ha in giro, torna a guadagnare chi vede la politica non come un modo per fare carriera e sistemarsi a vita, ma chi la intende come un affare di pubblico dominio che deve essere gestito e diretto dall'intera comunità, senza più dare una delega a delle persone che hanno dimostrato di non meritarsi nemmeno di amministrare un condominio. La politica intesa come partecipazione diretta, ponendo fine a un sistema farraginoso che ogni giorno che passa è sempre più lontano dalla realtà. Scelte semplici, limpidi, trasparenti e condivisibili da tutti, al di là del colore politico che ormai in questo Paese non ha più alcun senso.

Lo sdegno che sta montando in quest'ultimo periodo non è esclusivamente frutto di un rifiuto incondizionato derivato dall'ignoranza generale; i principali mezzi di informazione cercano di nascondere tutto questo e di far apparire i partiti come necessità per una corretta democrazia, ma il gioco man mano che si va avanti diventa sempre meno credibile. Le parole si sentono da troppo tempo, i partiti cambiano ma le facce sono sempre le stesse, il loro obiettivo pure. Ora è stata data una vera alternativa, slegata totalmente dal sistema, un'unione di cittadini di qualunque ceto e qualunque professione che non accettano più di vedere il loro Paese e il loro futuro svenduto a causa di un migliaio di mantenuti che non hanno - e non hanno mai avuto - alcuna volontà di difendere la loro nazione di fronte ai continui soprusi di cui si macchia l'Unione Europea. E ora le cose stanno cambiando.

La chiamano demagogia. Attaccano Beppe Grillo in ogni modo, da "fasciocomunista" a "maiale" (poco importa che poi non si debba candidare e che non si parli della svolta che rappresenta concretamente il MoVimento, l'importante è criticare). La verità è che non sanno che altro dire perché non hanno mai letto il programma e non hanno l'apertura mentale per capire il vento di cambiamento che sta soffiando.

Attendiamo i risultati

mercoledì 28 marzo 2012

KONY 2012: ennesimo inganno made in USA

Questo video ha fatto letteralmente il giro del mondo in queste ultime due settimane, raccogliendo oltre cento milioni di visualizzazioni (considerando anche i numerosi duplicati). Appare come una grande organizzazione umanitaria che, contro il male nel mondo, decide di risvegliarsi e di far capire ai politici statunitensi che problemi come quello dell'Uganda non possono essere ignorati (anche se c'è da capire perché queste persone sono state zitte per 20 anni e restano tuttora impassibili riguardo alla Siria e alle occupazioni non autorizzate dell'Afghanistan, Iraq e Libia).



Il problema è uno: che è un inganno totale.
Le cose non sono come ci vengono raccontate e questo minidocumentario è stato voluto dallo stesso governo americano per mobilitare la popolazione e, in seguito alle numerose manifestazioni che si propone di fare questa pseudo-associazione, giustificare con la volontà popolare e la solita "difesa dei diritti dei più deboli", che ha permesso sin dalla prima guerra mondiale agli USA di diventare padroni incontrastati a casa d'altri, un'occupazione totale dell'Uganda e il successivo sfruttamento delle enormi quantità di petrolio che sono state scoperte - ma guarda un po' - circa sei mesi fa.
Lo schema lo conosciamo già: si sceglie un capro espiatorio (prima Osama Bin Laden, poi Saddam Hussein, poi Gheddafi, adesso Kony), si parla di una grande lotta da fare contro questi fantomatici cattivi che da soli riescono a seminare il terrore ed è già pronta un'altra invasione: si mette in moto l'industria bellica statunitense, petrolio a volontà, il piatto è servito.

Tutto in barba ai cittadini che di questo non vengono informati e troppo spesso non si preoccupano di analizzare ciò che viene proposto, ma accettano passivamente le notizie così come ci vengono offerte.
Basta fare un filmato con le facce di bambini sofferenti in primo piano e cercare di smuovere così la sensibilità della gente. Che sia tutto inventato, non importa. La richiesta di offerte per farla sembrare una delle tante associazioni e l'inganno è fatto. Stavolta è anche più evidente, e i precedenti da soli dovrebbero bastarci a capire tutto.

Tra l'altro, se la situazione fosse davvero così grave come ci viene descritta, pensate davvero che basterebbe uccidere Kony per far finire tutto e riportare la tranquillità nella nazione? Questo è uno schema che abbiamo già visto troppe volte e mi stupisce notare come quasi tutti finora ci siano per l'ennesima volta cascati in pieno.

C'è anche da dire che la situazione non è così come viene descritta: in questo momento infatti l'organizzazione capeggiata da Kony (che più volte si è dichiarato innocente e ha accusato il presidente della nazione africana di tutti questi crimini di cui si parla nel video) non compie più attacchi da sei anni e non crea alcun problema. In Uganda adesso c'è la pace.

Però sei anni fa il petrolio non era ancora stato scoperto. Non c'era alcun interesse da perseguire.
Perché quest'associazione, di cui fanno parte decine di milioni di persone, non ha fatto lo stesso quando venivano massacrati 970.000 civili iracheni innocenti dai soldati americani, quando i libici l'anno scorso vedevano le loro case distrutte dalla guerra portata in casa loro come se niente fosse, quando il governo ha fatto orecchie da mercante (e lo fa tuttora) riguardo le stragi in Siria? (Alcuni esempi)
E perché casualmente saltano fuori proprio quando un intervento avvantaggerebbe non poco il governo, con iniziative mastodontiche che ci vogliono far credere siano state autofinanziate (quando non basterebbero questi autofinanziamenti di cui si parla nel documentario neanche per progettare un filmato del genere)?
Siamo passati a un nuovo stadio: prima cercavano l'appoggio del popolo istigando l'odio nei confronti di alcuni personaggi e culture, facendoci credere che le guerre fossero necessarie. Con Kony 2012 si apre una nuova frontiera, ovvero quella di far credere alla gente che queste iniziative partano direttamente da loro, promuovendo quindi una finta coscienza civile che porta soltanto al colonialismo e ad uno sfruttamento intensivo delle risorse di territori già arretrati. Tanto sono solo dei poveracci.

Questo è il mondo che abbiamo.

domenica 4 marzo 2012

La disinformazione e l'antipolitica - governo Monti

Prendo spunto da questo servizio che ci può dare un'idea, concordante con ciò che risulta a vedere i sondaggi e i pareri che si sentono in giro, di come viene vista l'attuale situazione politica in Italia.



Dall'avvento del governo Monti (ormai sono passati più di cento giorni) i giornali e le televisioni non hanno perso tempo nell'esaltare e nel mitizzare questo personaggio, descrivendolo come un eroe venuto da una terra lontana per salvare il nostro Paese dai danni commessi dalla classe politica negli ultimi trent'anni. Nessuno di questi ha fatto notare però come lo stesso Monti sia stato dal 2005 consulente di coloro che hanno causato la crisi economica, ovvero i grandi banchieri: dunque, per risolvere un problema viene chiamato uno di quelli che hanno contribuito a farlo nascere, ma è tutto normale.
Allo stesso tempo nessuno fa vedere come questa grande innovazione in realtà sia stato solamente un cambio di facciata: dopo tante parole infatti questo governo, che marcia senza esitazione verso il 2013 per non scontentare i (quasi) mille deputati e senatori che altrimenti perderebbero lo stipendione.
Per non parlare delle politiche adottate che, in nome della rinascita e dell'uscita da questa crisi economica, hanno colpito sempre più duramente la solita fetta della popolazione, ovvero le classi inferiori già colpite duramente da un modo vergognoso di agire mirato a togliere sempre più a questi ultimi per dare ai ricchi; oppure la spietata resistenza contro chi non vuole la TAV in Val di Susa, un'opera mastodontica inutile che non servirebbe a niente se non a buttare nel cesso venticinque miliardi di euro e a rovinare il Piemonte che sarebbe costretto per vent'anni a un traffico incessante di camion e ruspe che devasterebbero il territorio e porterebbero all'esterno una grande quantità di amianto presente nella montagna dove si dovrebbe scavare.

Questo arrivo di Monti poi ha portato un ritorno fortissimo dell'antipolitica, non i "grillini" come dicono i telegiornali ma quella vera, cioè l'odio indistinto nei confronti di tutti i partiti politici senza fare alcuna differenza, catalogandoli tutti sullo stesso piano (ovviamente sbagliando). E anche qui gioca un ruolo fondamentale la dis-informazione pubblica che, tanto per fare un esempio, quando si parla di rimborsi elettorali non va a ricordare agli ascoltatori che il MoVimento 5 Stelle ad esempio non ne ha mai usufruito; lo stesso vale quando si parla degli stipendi troppo alti e non si dice che i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, sempre loro, si sono autoridotti lo stipendio a 2.500 euro mensili. Questi sono piccoli esempi che fanno ben capire come ad essere penalizzati siano i partiti minori che non trovano mai spazio in televisione e vengono così inglobati insieme a gruppi con cui non hanno niente da condividere.

Di fatto il governo Monti ha portato nei cittadini italiani disinformazione, forse anche più di prima, e questo grave morbo che è l'antipolitica. E ricordiamoci anche quello che ha portato VIA o che tenta di farlo: soldi, diritti e dignità.

giovedì 1 marzo 2012

Addio, Germano Mosconi (RIP)

Ciao, Germano. A differenza di come fanno e faranno tanti altri, ti saluto così, rivedendo un giornalista preciso, professionale e dotato di ironia. Nonostante il montaggio fatto ad arte da alcune persone per metterti in ridicolo e renderti una macchietta, resti sempre una figura ricordata per quanto riguarda il giornalismo sportivo.

E, nel bene o nel male, resterai nei ricordi di tanti.




Qui un riassunto della sua carriera (da Wikipedia):


È stato uno dei volti televisivi più noti del nord-est italiano negli anni ottanta e novanta[1], grazie al lavoro come giornalista e presentatore del telegiornale dell'emittente veronese TeleNuovonel periodo in cui l'Hellas Verona vinceva lo scudetto.

Era conosciuto per l'eleganza e la pacatezza davanti alle telecamere e per la nomea di bravo tennista. Nel 1982 ha vinto il Premio internazionale Cesare D'Oro per merito giornalistico.

Nel 2004 è stato oggetto di una particolare vicenda che lo ha reso noto in tutta Italia e all'estero. Una fonte ignota pubblicò via Internet vari fuorionda, provenienti dalle vecchie registrazioni del telegiornale (risalenti a fine anni ottanta-primi anni novanta), in cui si mostravano le irate reazioni di Mosconi a vari disturbi che causavano il fermo delle riprese (l'entrata involontaria di persone nello studio, rumori vari, notizie scritte su fogli poco comprensibili o assemblati male oppure semplicemente i suoi lapsus linguae)[1].

L'ampio uso di bestemmie, insulti, linguaggio colorito in veneto, e il sapiente montaggio, che ne faceva scaturire una spontanea comicità, determinarono una grandissima diffusione del video[1] attraverso la rete, trasformando il giornalista in una involontaria e irriverente macchietta comica.

Nel giro di poco tempo sono nati siti internet, forum e fan page a lui dedicati. Insieme ai video originali, iniziarono a circolare in rete numerosi ridoppiaggi in cui le imprecazioni del giornalista venivano sovrapposte a scene tratte da film, cartoni animati, trasmissioni televisive e addirittura l'elezione di Benedetto XVI. Allo stesso modo, vennero realizzati numerosi montaggi audio, in cui la voce di Mosconi veniva remixata su canzoni famose, in una sorta di "duetto" con l'artista originale.

Mosconi non ha però gradito questo tipo di notorietà, denunciando gli anonimi che hanno diffuso il video, rifiutando di partecipare a uno spettacolo col comico veneziano Lino Toffolo[1] e non prendendo parte alla nota trasmissione radiofonica "Lo Zoo di 105", dove era stato invitato in precedenza attraverso una breve intervista telefonica.

Secondo Lorenzo Roata[1], giornalista di Raisport ed ex collega di Mosconi a TeleNuovo:

« Lo hanno messo alla berlina [...]. Per farlo arrabbiare i tecnici gli organizzavano un sacco di scherzi [...]. Montate in quel modo, sembrano le immagini di un uomo che ha passato la vita ad imprecare »

La dimostrazione delle parole di Roata arriva a fine 2009, quando sono comparsi su YouTube altri filmati di fuori onda risalenti all'epoca in cui Mosconi lavorava a TeleNuovo. In questi video si può notare come il giornalista, anche in seguito ad alcuni imprevisti tecnici, mantenga il più delle volte un comportamento assolutamente tranquillo ed educato (arrivando addirittura a scherzare con tecnici e colleghi), sia pure facendosi scappare alcune imprecazioni.

Ha diretto il periodico tedesco Gardasee Zeitung[2], dedicato ai turisti del Lago di Garda. Nel febbraio 2005 è stato nominato responsabile delle relazioni esterne e comunicazione della società calcistica Hellas Verona[3], incarico che ha lasciato ad agosto[4].

Negli ultimi anni è apparso frequentemente sull'emittente televisiva TeleArena come opinionista nel corso delle partite di Chievo e Verona[1]. È morto il 1º marzo 2012, dopo una lunga malattia[5].

sabato 25 febbraio 2012

Processo Mills: vince il sistema, perde l'Italia


Dopo dieci anni di indagini e cinque di processi con innumerevoli stop, è giunta la prevedibile sentenza del processo Mills che vedeva (ma guarda un po') Silvio Berlusconi accusato di corruzione per aver versato 600.000 € sul conto corrente bancario svizzero di David Mills, un consulente finanziario della Fininvest, in cambio di deposizioni in favore dell'ex presidente del consiglio nel processo All Iberian e nel processo che lo vedeva indagato per corruzione alla Guardia di finanza.

Oggi, 25 Febbraio 2012, siamo costretti a veder mettere la parola "fine" e chiudere il sipario su questa ennesima sconfitta del nostro sistema giudiziario, che ormai è costretto ad andare avanti a capo chino dopo quindici anni passati a subire, inerti, una persistente campagna d'odio e disinformazione guidata dallo stesso Berlusconi e sostenuta da gran parte del sistema politico corrotto e inadempiente che, nonostante il finto cambio di facciata a cui abbiamo assistito con l'avvento del governo Monti, persevera sui banchi del governo.

Il tutto manipolando l'opinione pubblica tramite l'uso scorretto e antidemocratico delle reti Mediaset e Rai (programmi come "Sgarbi quotidiani", "Fatti e misfatti" o l'attuale "Radio Londra" non vanno dimenticati) che ha fatto sì che una buona parte degli italiani, col tempo assuefattasi a questa sorta di culto della personalità, prendesse come oro colato le dichiarazioni diffamatorie diffuse a reti unificate senza contraddittorio.

La cosa più grave non è il constatare come da Mani Pulite in poi ci sia stata, e ci sia tuttora, la ferrea volontà di limitare - se non praticamente azzerare - i poteri della magistratura. Neanche il vedere che si è riusciti nell'intento.
Il fatto più triste, che rende bene l'idea del livello di ignoranza diffusa (intesa come mancata conoscenza, disinformazione) e stagnazione morale in Italia, è il fatto che una buona metà della popolazione creda davvero alla storiella del complotto dei giudici contro il povero Silvio Berlusconi. Ma si sa che a forza di ripeterle, anche le menzogne più grandi diventano realtà.

Tantissimi percepiranno questa prescrizione come un'assoluzione e la citeranno come prova di questa teoria.

Ad un certo punto viene da pensare che la popolazione si meriti davvero questo schifo che ci ritroviamo. E infatti il sistema continua a scorrazzare impunito, dietro un finto cambiamento, come se niente fosse.

domenica 19 febbraio 2012

Sanremo, o cambiare format (e nome) o abolirlo


Ebbene sì, una decina di ore dopo la sua fine torno a parlare del Festival di Sanremo 2012, "il festival della canzone italiana".

Strano, devo dire, che abbia vinto per il terzo anno su quattro una "cantante" proveniente dai talent show come Amici e X-Factor. Ma ciò che è veramente strano è il fatto che tantissimi credano al fatto che le votazioni non sono pilotate dai call center.

Sanremo è una presa in giro, tra l'altro è da anni che le canzoni hanno sempre meno importanza e assumono un ruolo di contorno in mezzo a tutto quel casino che viene montato ad arte per fare ascolti (Belen, Celentano, etc.) . Eppure continua ad avere successo, manco ci fossero grandi artisti e canzoni interessanti. Negli ultimi quattro anni hanno fatto vincere tre "cantanti" grazie alle pressioni dei vari organizzatori di questi talent show e hanno dato una sorta di premio alla carriera a Vecchioni scontatissimo, di quelli che si sapeva già dalla prima serata.

E' diventato tutto un lungo spettacolo di cabaret allungato fino a cinque giorni per sfruttare il più possibile la gente che, a prescindere da ciò che viene trasmesso, accende la tv e si sorbisce questi programmi perché ormai è diventata una sorta di usanza. Come dicono loro, "perché Sanremo è Sanremo". Insomma, se la cantano e se la suonano. Il problema è che ci sono ancora molti (più di un italiano su sei) che raccolgono questa sorta di invito.

Questo non è certo il festival della canzone italiana. Chiamandolo così si insultano tutti coloro che scrivono e compongono pezzi sensati, ricchi di significato e che si ricordano nel tempo. Non canzoncine orecchiabili che restano nelle orecchie per due settimane per poi sparire, come se non ci fossero mai state.
A questo punto, che lo chiamino in un altro modo perché è anche un'offesa ai vecchi Festival di Sanremo, quelli seri.

giovedì 16 febbraio 2012

Se questo è un servizio pubblico (Festival di Sanremo)

Come ogni anno, lo schema si ripete. Riecco il Festival di Sanremo, il festival (o almeno così si propone) della canzone italiana.
Ormai è diventato un must, qualunque siano i contenuti e qualunque siano le canzoni in gioco: il pubblico è sempre lì, incollato agli schermi, a guardare e subire passivamente queste quattro o cinque serate.
E' diventata una sorta di abitudine a cui gran parte degli italiani, come da costume, si è totalmente assuefatta. E se una cosa fa successo, non la si toglie (ovviamente se non è in gioco il conflitto di interessi come nel caso Annozero). Quindi anche quest'anno era naturale aspettarsi che venisse inscenata la solita farsa, con le canzoni che - man mano che passa il tempo - assumono sempre più una figura di comprimarie, perdendo il ruolo centrale che avevano una volta e diventando sempre più una sorta di contorno a tutto il mastodontico spettacolo da cabaret che ruota loro intorno.
Non era partito col migliore dei modi, il Festival 2012, ma non sono certo andate perse le manovre pubblicitarie come ad esempio l'infinito tira-e-molla di Adriano Celentano, che ha captato l'attenzione delle solite riviste ridanciane immancabili nelle sale
d'attesa di dentisti e parrucchieri; ma come non citare ad esempio la scelta della valletta. Poco importa che non sappia parlare italiano: l'importante è che abbia qualcosa da mostrare in modo da accontentare il pubblico becero che, evidentemente, si diverte anche così. Alla fine la prescelta, tale Ivana Brazova, si è sentita male e sono state pronte a sostituirla due famose showgirl, le onnipresenti Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis: la prima proprio ieri sera, tanto per non farsi mancare niente, è arrivata a scoprirsi fino all'inguine, facendo scatenare sul web una lite tra chi pensava che avesse le mutande e chi riteneva il contrario (sono questi i problemi dell'Italia).

Dunque, per discutere e far discutere, con conseguente crescita d'interesse e dunque di ascolti, ecco una prima serata che ha lasciato qualche strascico di polemiche: non è passato certo inosservato - e ha anche subito la censura su Rai Replay - il monologo demagogo, inconcludente e sterile di Adriano Celentano, a tratti in coppia col conduttore Morandi.
Ce n'era per tutti: contro la Chiesa, contro i giornali faziosi e inutili, contro la Consulta che non ha rispettato il volere dei cittadini. Ma ciò che mi ha lasciato stupito è stato il pubblico che, o indottrinato per bene o senza capacità di ragionare criticamente di fronte a un personaggio che viene spesso idolatrato, ha applaudito festante ogni critica, tanto feroce quanto stupida. Il siparietto a tre con Morandi, Celentano (Culo&Camicia) e Pupo rischia di rimanere come uno dei passaggi più pesanti e tristemente ridicoli del Festival.

Questa è la discussione sulla politica e sui temi sociali in casa Rai: quello che conta è buttarla in caciara per accontentare il popolo bue e avere riscontri per quanto riguarda share e ascolti. Non è importante discutere sensatamente della cosa creando un dibattito e informando quotidianamente, cosa che un servizio pubblico degno di questo nome avrebbe il dovere di fare. Invece no: viene buttato tutto in prima serata a Sanremo, per scatenare le polemiche e far parlare di sè. E dieci milioni di persone assistono inerti a questo teatrino preparato su misura che non porta da nessuna parte anche perché non ne ha mai avuto l'intenzione.

L'unico modo per porre fine a questo modo di fare e agire è prendere una scelta consapevole, ovvero usare il telecomando e spegnere la tv. Se si continua a fare il solito ragionamento "Tanto una persona da sola non può far niente", non si va da nessuna parte: è anche grazie a questi pensieri che in questi decenni è andata perduta la figura di cittadino consapevole e attivo nei temi riguardanti la cosa pubblica. Non è certo un caso se nulla è cambiato ma, se possibile, è stato raggiunto un livello più elevato di frivolezza e mancanza di contenuti per lasciare i cittadini digiuni di argomenti d'attualità e d'interesse per il Paese e farli scannare su temi di gossip. Non è certo un caso se hanno impazzato in questi anni i reality show e tuttora raccolgono numerosi consensi. E tutto questo si ripercuote poi su tutti noi. Allora, perché non spegnere il telecomando? C'è sempre Internet dove si può venire a conoscenza di ciò che è successo senza così incentivare dei programmi vergognosi che sono, per certi versi, lo specchio di un'Italia che nonostante tutti i suoi difetti non capisce che è l'ora di cambiare.

A.

lunedì 6 febbraio 2012

Contador e la sentenza

UNA GIUSTA FINE INSPERATA


Ebbene sì, giustizia è stata fatta. Non ce l'aspettavamo perché pensavamo tutti che questi rinvii lasciassero presagire una vergognosa assoluzione politica. Invece no. L'UCI ha agito correttamente e come doveva.
Contador fu trovato positivo già nell'Agosto del 2010 ad una sostanza che poteva arrivare nel corpo solo in un modo. La tesi (ridicola) della carne contaminata è stata smontata da più di un anno. Eppure ha potuto correre l'anno scorso indisturbato competendo con gli altri corridori onesti, almeno da quel che risulta dai controlli, che a differenza sua non erano giunti a compromessi per difendere la maglia gialla nella tappa decisiva del Tour.
E' stato difeso da tutti ed è stato graziato solamente dal presidente spagnolo Zapatero che è intervenuto in suo favore di fronte a tutta la stampa. Se così non fosse stato, si sarebbe giunti ad una squalifica già da tempo.
Il Male invece ha proseguito a correre, semplicemente grazie a una manovra politica da parte di una nazione che è nota a tutti come la più compromessa negli scandali doping. E adesso, dopo l'ennesimo rinvio, siamo giunti ad una soluzione ineccepibile.

Da quando in qua se si viene trovati positivi non si deve essere squalificati? Sarebbe stata la follia pura, una vergogna storica per questo sport che ha già tanto da farsi perdonare.

Il bene ha vinto, la correttezza ha preso il sopravvento e ha cacciato un personaggio indegno di correre a questi vertici indisturbato solamente per un'intercessione dall'alto. I disonesti se ne vadano, possibilmente per sempre. Però già questo è qualcosa, e mi fa ben sperare nella giustizia sportiva. Personalmente non lo speravo e dunque accolgo la notizia come una manna dal cielo, ma a ben vedere sarebbe stato fuori dal normale, semplicemente assurdo, il contrario.

Anche se c'è da dire che fino alla sentenza i corridori dovrebbero essere automaticamente sospesi. Anche se questa è etica e dipende da squadra a squadra (facciamo l'esempio della BMC, che nel 2010 subitò fermò Ballan quando questo rimase coinvolto in un'indagine)

Andiamo avanti così. Viva l'onestà, viva la giustizia, fuori Contador. E a questo punto, che restituisca i soldi percepiti ingiustamente negli ultimi due anni. E guai se si dovesse lamentare dei continui rinvii della sentenza, visto che è stata proprio la difesa ad invocarli per permettergli di correre.

domenica 22 gennaio 2012

Aggiunto contatore Shynistat

Piccola comunicazione di servizio: dopo qualche peripezia sono riuscito a ritrovare l'username e la password e dunque ecco di nuovo il contatore Shynistat che era presente già dal Giugno del 2007.

Qualche visita è andata perduta: infatti dal 23 Dicembre il contatore è stato totalmente assente e dunque ha perso tutti i dati relativi a questo periodo, però non è importante.

giovedì 19 gennaio 2012

Costa Concordia, l'ennesima fregatura made in Italy

In questa settimana ne sono successe e ne stanno accadendo, di cose importanti. Ne cito tre: prima di tutto il secondo declassamento dell'Italia da parte della Standard&Poors (adesso siamo scesi al livello BBB, al livello di Croazia e Lituania per intenderci) nel giro di poco tempo. Chissà quali mastodontiche manovre destinate a prendere il controllo della nostra economia si nascondono dietro questi continui tartassi; a noi comuni cittadini però non è dato sapere.
E, per secondo, le dichiarazioni che in questi ultimi giorni stanno rilasciando molti ministri, che giudicano il referendum sull'acqua pubblica "una mezza truffa" e hanno la chiara intenzione di aggirare ciò che hanno decretato 27 milioni di italiani andando a votare il 13 e il 14 Giugno. Senza dimenticare il Movimento dei Forconi che ha bloccato tutta la Sicilia e ha posto le basi per una concreta rivoluzione, il tutto senza un'unica bandiera politica, forse con un bel pò di populismo, ma basato su una rabbia crescente da parte di persone stufe di vedere da decenni sempre le solite cose e di farsi prendere in giro.

Però no, in Italia nei telegiornali si parla soltanto di una cosa: la Costa Concordia. Lo schema ormai è stato ripetuto infinite volte: pur di non parlare dei problemi che affliggono il nostro Paese e tutta l'Europa nel bel mezzo di questa crisi economica, difendendo a tutti i costi una casta che ha effettuato solamente un cambio di facciata ma di fatto è sempre la stessa, stiamo nei salottini 24 ore su 24 a discutere di un cattivissimo comandante che ha abbandonato la nave lasciando i crocieristi alla deriva. Tutto per loro è già stato deciso, c'è già il colpevole e c'è da parlarne per giorni e giorni in ogni minimo dettaglio.

Certamente il fatto è grave e merita interesse, ma non si può strumentalizzare in questo modo un incidente. C'è ben altro di cui parlare, il futuro della nazione non dipende certo dal fatto che il comandante sia colpevole o innocente (cosa che poi andrà verificata in tribunale invece che in diretta su tutte le reti nazionali).

E fosse almeno la prima volta. Ormai ci siamo abituati: vogliamo citare qualche altro caso? Sarah Scazzi, Melania, tornando un pò indietro nel tempo Cogne, la strage di Erba e compagnia bella. A forza di ripetere gli stessi concetti riescono a farli entrare nelle nostre menti e a convincere qualcuno che i veri problemi di interesse nazionale siano questi avvenimenti. Bruno Vespa ne sa qualcosa: lui che nel 1969 in diretta al TG 1 dichiarò che Pietro Valpreda era il colpevole del famoso attentato di Piazza Fontana (lo stesso Valpreda, al momento della funesta dichiarazione appena sequestrato, poi rivelatosi innocente), che ha speculato sul terremoto a L'Aquila, che passa quattro sere ogni settimana a ricostruire i fatti mondani e i retroscena più curiosi sorvolando totalmente gli argomenti seri e che quando parla di politica la fa diventare una gara a chi urla più forte, ieri sera era pronto. E ha dato il via a quello che si può definire un vero e proprio sciacallaggio mediatico: via con le accuse, via con gli insulti, due ore di trasmissione impostate a discutere dell'incidente all'isola del Giglio e a condannare il comandante Schettino (come se fosse possibile che solo una persona in questi casi possa avere la responsabilità di ciò che è accaduto).

Vespa e compagnia bella (andate a chiedere a Barbara d'Urso su Canale 5) ci sono abituati. Per loro è questa la televisione: cronaca nera, fatti mondani, il tutto discusso in maniera grossolana e spesso irrispettosa delle persone chiamate in causa. E lo stesso in questo caso vale per i telegiornali, che quando si tratta di fare disinformazione di massa non vogliono essere secondi a nessuno. Per quanto ancora sentiremo parlare della nave da crociera arenata? Settimane o mesi? Intanto i problemi restano sempre gli stessi, ma vengono nascosti da questi personaggi che hanno contribuito a portarci dove siamo difendendo un sistema che ha pensato sempre e solo ai propri interessi e continua a farlo. La televisione è un mezzo importantissimo e controllarla significa, in questa società, avere compiuto metà del tragitto verso un regime. Perché si può decidere che cosa mandare in onda, su che cosa discutere. E state pur certi che non si toglieranno questo potere da soli.

martedì 17 gennaio 2012

11 Settembre 2001 - inganno globale


Questo video può aiutare a far capire cosa sia accaduto l'11 Settembre 2001. Non è una cosa fine a se stessa, perché questo avvenimento più di tutti è la prova del fatto che, controllando i canali d'informazione e facendo leva sulle emozioni come rabbia e paura, si possa arrivare a far credere a miliardi di persone cose che in realtà non rispecchiano la realtà e portare a centinaia di migliaia di vittime civili per guerre fatte con fini esclusivamente economici.

Non si hanno delle prove certe su cosa sia realmente accaduto: c'è chi parla addirittura di missili lanciati sulle Twin Towers e sul Pentagono, e dunque chi pensa che gli aerei in realtà non siano mai passati sui cieli di Manhattan. Questa è sì un'ipotesi azzardata ma il caso del Pentagono e, ancora di più, del fantomatico aereo diretto verso la Casa Bianca e poi precipitato nei pressi di Shanksville (nessuna traccia di fusoliere, ali, motori, ma le prove sono una bandana araba, un passoporto arabo e il diario di bordo) fanno dubitare. Quel che è certo è che la tesi ufficiale presentata dal Governo non si regge in piedi neanche con un bastone.

Molti ancora adesso pensano che l'autore dell'attentato sia stato Osama Bin Laden, usato come capro espiatorio dal governo Bush e fatto apparire tramite videomessaggi ogni qualvolta che si riscontrava un calo di consensi o in campagna elettorale. Niente però riguardo al fatto che l'organizzazione di difesa aerea più potente al mondo, la NORAD, capace di intercettare qualunque aereo in non più di un quarto d'ora, in una sola mattinata ha fallito quattro tentativi su quattro e ha impiegato un'ora e mezzo solo a far partire i caccia destinati appunto a intercettare i fantomatici aerei poi, secondo la versione ufficiale, schiantatisi contro le Torri Gemelle e il Pentagono. Niente riguardo al fatto che in diretta televisiva, su tutte le emittenti che riprendevano l'evento, neanche una di esse è riuscita a riprendere il momento esatto dell'impatto e che gli inviati sul posto si siano accorti della presenza del Boeing 747 solo quando questo si è schiantato contro la seconda torre. Niente riguardo al fatto che, sempre in tutte le televisioni, siano apparse in diretta immagini manipolate di fretta (come il secondo aereo che attraversa l'intera torre e appare dall'altra parte con il muso intatto). Niente riguardo al fatto che entro un quarto d'ora dallo schianto del Pentagono tutte le telecamere dei dintorni che lo riprendevano fossero state sequestrate dall'FBI poi mai restituite tranne in qualche caso dove però si potevano riscontrare evidenti manipolazioni ed incongruenze).

Insomma, una serie di misteri mai risolti. In questo documentario di un'ora e mezza tutte queste vengono raccolte insieme e cercano di fare luce su un evento che ancora adesso suscita un'infinità di dibattiti e presenta tesi contraddittorie. Forse un giorno verrà fuori la verità, chi lo sa. Intanto però accontentiamoci di capire che la tesi ufficiale non può essere presa in considerazione.


giovedì 12 gennaio 2012

Silvio, per favore...

Si è messo da parte "per senso dello stato", quello che gli è mancato - insieme al piacere della vergogna - per tutta una carriera e per undici anni da presidente del Consiglio.

La crisi economica "non è colpa sua, infatti con Monti lo spread non caala". Certo, infatti è stato proprio Monti, o magari il comunista Prodi (grazie al quale siamo entrati nell'Euro), a screditarci all'estero e a far precipitare il Paese a causa di una totale incapacità di ricoprire un ruolo così importante. E' stato Monti, o magari D'Alema (il suo amicone), a liquidare problemi gravissimi e ad evitare discussioni scomode - e questo atteggiamento ci ha portati fino a qui - nascondendosi dietro sondaggi fittizi dei giornali di partito e barzellette in allegria.

Perché quello che contava era far ridere ed essere apprezzato, solo restando in politica infatti poteva continuare una strenua battaglia contro "i poteri forti", la magistratura, derisa ed offesa in ogni modo, con l'unico scopo di ottenere la prescrizione e salvarsi nei processi grazie alle leggi su misura e perseverare nel difendere i propri interessi anche per quanto riguarda Mediaset.

"Resto in campo". Ma ce n'è proprio bisogno?

lunedì 2 gennaio 2012

Amari auguri di fine anno con Giorgio Napolitano


Come penso tutti sappiano, alle 20.30 di avantieri c'è stato il classico discorso di fine anno del presidente della Repubblica a reti unificate.

Un ragionamento semplice, per coloro che hanno avuto la voglia di ascoltarlo. Sempre che si possa chiamare ragionamento: perché più che altro si trattava di un insieme di piccoli discorsetti predicanti spirito, abnegazione e sacrificio. Piccole giustificazioni e parole che lasciavano sottintendere un cambiamento che, in realtà, non si è visto affatto.
Tutto ciò ovviamente senza possibilità di replica. Il presidente della repubblica è liberissimo di fare il suo discorso, ma che almeno non dica castronerie e non difenda un sistema a dir poco vergognoso, sia a destra che a sinistra, che ha contribuito in questi trent'anni a portare l'Italia qui dov'è ora (ma d'altronde cosa possiamo aspettarci, in fondo anche Napolitano faceva parte di quella classe politica, attaccare i ladri per lui significherebbe contraddirsi).
La gente si è stufata di sentirsi dire che c'è bisogno di sforzo e fiducia nella classe politica per uscire dalla crisi: come si può avere fiducia in una classe dirigente che ci ha portati sul baratro e poi si trova ancora al Parlamento a scannarsi, facendo finta che non sia successo niente e dando la colpa allo schieramento rivale (come se ci fossero ancora una vera destra e una vera sinistra in Italia)?
Come si può pretendere che nel nostro Paese ci si possa fidare di coloro che sono stati i distruttori della nazione e che hanno pensato esclusivamente a guadagnare il più possibile e il più a lungo possibile da quei benefici spropositati che gli vengono offerti?
Noi avremmo fiducia nella classe politica se questa fosse stata totalmente rinnovata, se non fossero stati lasciati sui banchi del Parlamento quei relitti che si trovano lì da decenni, scarti della Prima Repubblica che ne hanno ereditato tutti i principali difetti. Invece no,
sono state solo parole: in realtà il cambiamento è stato di facciata, basta. Monti al posto di Berlusconi, nuovi ministri rispetto ai precedenti. Poi però avremmo voluto qualche cambiamento vero: la patrimoniale; una legge elettorale nuova in modo da far scegliere veramente ai cittadini chi mandare in Parlamento; un radicale cambiamento dei vertici e dei direttori della Rai per offrire veramente un servizio pubblico imparziale, in modo da nuon influenzare il giudizio di milioni e milioni di persone; un secco "no" a dei progetti che manderanno il Paese in grandi difficoltà economiche e che, soprattutto, non servono a un bel niente (vedi TAV, una fesseria colossale da 22 miliardi di euro, quanto una manovra per cui si chiedono sacrifici spropositati alla popolazione).

E invece niente di tutto questo, anzi: subito Passera e Clini hanno dichairato che la TAV è essenziale, Monti dice alle conferenze che se lo spread è salito non è colpa sua (ci ricorda un certo Berlusconi) e che per quanto riguarda la legge elettorale ci penseranno i partiti, poi si fa una manovra che va a colpire i soliti onesti (per il governo fessi). Ma stiamo scherzando? E poi ci viene chiesto di avere fiducia? Napolitano, non continuare anche tu a favorire una presa in giro che va avanti da tanto, troppo tempo.

Puoi anche dire che non c'è futuro senza fiducia nella politica: il problema è che questa classe politica non deve avere un futuro.
E' troppo
facile dichiarare di comprendere le difficoltà dei lavoratori quando si è stati una vita lì, a guadagnarci da quei giochetti. Suona anche falso, parole vuote belle da sentire ma niente più.


Sono rimasto stupito in negativo anche da ciò che ad un certo punto ha detto, sempre il presidente della Repubblica, durnate il suo discorso: ovvero che bisogna essere felici di come l'Italia non sia stata estranea a "partecipazioni di pace umanitaria". Ebbene, io sono invece deluso di come l'Italia abbia partecipato a degli interventi che sono satte delle vere e proprie guerre a fini commerciali, che puntavano e puntano tuttora (vedi Libia) a rendere i territori attaccati dei semplici protettorati dell'Occidente. Guerre compiute senza una ragione morale, sbandierata ai quattro venti, che hanno portato alla morte di migliaia di civili innocenti (oltre ai soldati). Resto deluso nel constatare che l'Italia, nel bel mezzo di una crisi economica mondiale ed europea come non la si vedeva dal 1929, spende miliardi per costruire degli F35 invece di tutelare i precari, i cassintegrati, puntare sul lavoro, sulla sanità e sulla scuola.
Di cosa dovrei essere fiero, presidente Napolitano? Anche in questo caso lei parla dalla sua comoda poltrona ma se avesse fatto parte della popolazione innocente che ha visto il proprio territorio invaso e devastato credo che avrebbe avuto idee diverse su queste "spedizioni di pace"

CONCLUSIONI
Insomma, un discorso senza grandi paroloni, dove non si corre il rischio di perdersi in chissà quali pensieri astrusi. Però il fatto che si vada a difendere una classe politica inadempiente e che si chieda fiducia nei confronti di un governo - tecnico o meno - che non ha fatto nulla di ciò che doveva e anzi finora ha contribuito a mantenere la situazione stagnante e sbilanciata a favore della casta suscita solamente fastidio.
Perché siamo stati presi in giro abbastanza in questi anni, non c'è bisogno che ci si metta anche il Presidente della Repubblica l'ultimo giorno dell'anno. Se poi si vede che a parlare è una persona che sa bene come vanno le cose nel sistema, avendone fatto parte per decenni, ci viene da pensare che anche Napolitano sia uno dei tanti, certo più dignitoso del Berlusconi di turno (e proprio questo gli ha permesso di arrivare al Quirinale), ma pur sempre uno dei tanti. E non vorremmo che anche Napolitano si schieri a favore di questa classe politica, in difesa di un sistema che non accetta di perdere tutti i privilegi guadagnati nel tempo. Purtroppo, tutto ci fa pensare che invece è proprio così. E non fa piacere.

sabato 31 dicembre 2011

Il perché di un governo tecnico

Prima, con Berlusconi, ogni ora c'era un approfondimento sullo spread, negli studi delle reti televisive nazionali economisti appuntati sfoggiavano le loro conoscenze e si lanciavano in fumose quanto scontate previsioni. La politica e l'economia erano diventate una sorta di gioco d'azzardo dove ognuno era libero di sparare la sua stronzata sull'etere ed essere ascoltato da milioni di telespettatori.

Ora no, non se ne parla praticamente più, sembra che l'incubo sia sparito: ancora una volta le televisioni tentano il loro gioco di suggestione nei confronti dei cittadini che si informano esclusivamente con i telegiornali del duopolio Rai-Mediaset (purtroppo oltre la metà della popolazione). Ora no, ora c'è Monti, manovra lacrime e sangue, per il bene della nazione, ci vengono propinate sempre le solite cose. Ma lo spread sembra essere sparito. O quasi.

Eppure, cosa è cambiato effettivamente? Adesso dopo una manovra economica che va a colpire sempre gli stessi si potrebbe pensare ad un calo di questo fenomeno, ma restiamo ampiamente sopra i 500 punti: e dunque quasi al 7% di interessi per quanto riguarda quelli decennali, perché poi è questo l'importante, non i punti, anche se molti non lo hanno capito ma fanno finta di essere esperti economisti. Bisogna capire il principio fondamentale, quanto mai scontato eppure lasciato da parte. Ovvero che se le banche non hanno fiducia nella tua situazione economica, e dunque nutrono dubbi sulla pronta restituzione dei soldi prestati, manterranno alti gli interessi, proprio per mancanza di certezze. Se non si capisce questo, si può restare al punto di partenza.

Ora, però, bisogna capire perché è stato scelto un governo tecnico, perché non si è andati direttamente alle urne. E' inutile che Monti vada alla conferenza di fine anno a giustificarsi e a dire che non è interessato a cambiare la legge elettorale "perché tanto ci penseranno i partiti". Non serve che vada lì a tutelare gli interessi delle banche e della casta, senza fare una vera patrimoniale che raggiunga il suo obiettivo.
Nella situazione in cui si trova l'Italia è stato scelto un governo senza fazioni politiche per risistemare quanto possibile la situazione, evitare dunque conflitto di interessi e poi tornare alle urne per ripartire. Non è obbligatorio per Monti arrivare fino al 2013, anzi, una volta che sono state fatte le riforme necessarie bisogna fermarsi. Ma questo evidentemente non è stato capito, sembra che anche il Professore (che per tutti questi anni è rimasto passivo beneficiando di tutti i vantaggi che il sistema gli offriva) si stia adeguando alla classe politica marcia e corrotta che ci malgoverna da decenni. Il governo tecnico deve risistemare la situazione e poi chiudere, andarsene, lasciare la parola ai cittadini. Non si deve buttare del tempo prezioso per far mantenere lo stipendio a 630 parlamentari che non sono stati scelti da noi, basta con questi giochetti. Ci si aspettava quantomeno limpidezza nel comportamento e invece non si nota niente, i vizietti tipici della casta sono rimasti.

Dunque, è ora di svegliarsi. Signor Monti, l'essere difeso dai telegiornali nazionali che attraverso mezze verità aggirano il problema la sta aiutando, e non poco, però lei sa che è stato scelto per altri motivi. Non sta adempiendo ad essi. E l'Italia continua a perdere tempo, e fiducia.

A.

Silvio Berlusconi in "Andrà tutto bene"

Con la partecipazione di Umberto Bossi



Io e te
te l'immagini Umberto
io che avevo giurato che
con te avrei chiuso
Mai più questo errore di
prendere via, allearmi subito
senza un progetto
Tanto c'è Gianfranco, impazziere per te Umberto
io noi, poi vinco lo stesso
son mica fesso
Però sta di fatto che adesso sono affianco a te
in piazza a gridare "Secessione!"

Andrà tutto bene, non può succedere
niente di male a due ladri come noi
Andrà tutto bene, chi può dividerci
andiamo a rovinare il Paese, dai

Io sono già stato con te
tanto tempo e alla fine poi
mi son scontrato
per poi riguardandomi i
sondaggi al pc dirmi
"Cazzo, sono fottuto"
Forse non so dire la verità nel momento in cui
questa andrebbe detta
in tribunale
Così dopo tanti anni sono ancora qui
mano nella mano dicendoti

"Andrà tutto bene, non si può perdere
contro quel comunista di Veltroni
La magistratura mi odia tanto, sai
ma alla fine poi vinceremo noi"

Così ci si ritrova a Roma
stipendio, Mara, mignotte
che bella vita
Ma tu che continui a gridare
che siamo dei ladroni, dai
ma vai a cagare
E intanto tu vieni qui ogni mese
e ti prendi 30.000 euro
più i miei milioni
Poi mi basta stare un attimo con Ruby e
son sicuro di sapere che

Andrà tutto bene non può succedere
niente di male a due ladri come noi
Andrà tutto bene chi può dividerci
andiamo a rovinare il Paese dai
Andrà tutto bene
tanto son salvo ormai
sulle spalle degli elettori e lo sai
Andrà tutto bene
anche con Monti, dai
ora riposo e poi ritorno, vedrai


A.

giovedì 29 dicembre 2011

Prove tecniche di libertà

29/12/2011

Non c'è molto da dire: niente grandi novità da propinarvi e niente grandi scandali. Sempre la solita, stupida e noiosa crisi globale ed europea che rischia di far crollare l'Euro e il progetto concreto di Unione Europea oltre a far fallire l'economia di vari stati. Niente di più.

Ah, sì, se siete di quelli che guardano ancora il TG 1 o il TG 5 saprete certamente che è morta Cita, la scimmia di Tarzan, all'età di 80 anni. E' questa in fondo l'informazione, no? E allora ben venga questo servizio pubblico, tanto almeno una sera a settimana c'è quello alternativo - ma, dato trascurabile, non fittizio - sul web più su varie reti regionali.Chi vuole se lo guardi altrimenti ci sarà sempre Don Matteo o qualche altra fiction e poi, in seconda serata, un certo Bruno Vespa a parlarvi dei problemi che realmente sono fondamentali per l'Italia (come Cogne, Avetrana o il caso-Melania).

Tutto sommato, meglio parlare di manovre che della solita puttana da strada/nipote di Mubarak di turno. Almeno adesso parliamo di ciò che accade, prima la situazione non era mica molto peggio eppure si evitava totalmente (eccetto qualche eroe della democrazia - e in Italia se ne trovano pochi, come ad esempio Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle, che però fanno paura e dunque vengono censurati sulla tv di stato).
Non possiamo certo dire che parlare 16 ore su 24 (almeno un pò lasciateci dormire) di un'unica persona sia servito a risolvere i problemi. Anzi. Dietro tutta la mediocrità di Berlusconi si sono nascoste per bene la crisi economica, lo spettro del default, i 1.700 miliardi di debito pubblico [eh no, non di vecchie lire], incentivi a un mezzo destinato pian piano - se non fossimo il Paese che siamo, già adesso la situazione sarebbe diversa - a fallire, miliardi di sprechi per progetti ridicoli e vergognosi come TAV o ponte di Messina. Già da solo tutto questo basterebbe a fare tre o quattro manovre economiche.

L'Italia è precipitata pian piano ma noi eravamo occupati a discutere di Berlusconi. I parlamentari non vengono più scelti da noi, ce ne sono 16 condannati in via definitiva dalla Cassazione, stipendi da re e pensioni da nababbi dopo 2 anni e mezzo, ma c'era da discutere sulla D'Addario, vuoi mettere?

E così quest'uomo ha calcato e occupato la scena per 17 anni, ci hanno fatto credere che il problema fosse esclusivamente lui (poi addirittura per gli assuefatti dalla televisione e per la civiltà becera italiana senza la quale non saremmo certo messi così - parte che purtroppo rappresenta la maggioranza - ci sono sempre i bei salottini pomeridiani della D'Urso per discutere delle più famose mignotte, ops vip, del momento e per analizzare la merda nei cessi del Grande Fratello).

E tutto d'un tratto è spuntata fuori la crisi. Tutti hanno iniziato a parlare di spread - ma la maggior parte non saprebbe mai spiegarti a parole tue che cosa significa veramente - , spread di qua e spread di là, tutti siamo diventati dei laureati in economia con 110 e lode, l'Italia è stata commissariata dalla BCE e adesso a pagare sono i soliti, i contribuenti, quelli che in un Paese normale sono considerati persone oneste ma qui sono solo dei fessi, dei limoni da spremere il più possibile.

E come sempre ha vinto il sistema: cambiano le facce, ma gli interessi e gli obiettivi sono sempre gli stessi. Si dà una ritintura alla facciata ma le fondamenta sono quelle di vent'anni fa, sempre più marce. Invece di ripartire da zero al Parlamento ci sono sempre gli stessi, il sistema resta sempre uguale, nulla di nuovo sotto il Sole.

Evviva Mario Monti. Evviva la Goldman Sachs. E vissero tutti incazzati, senza soldi in tasca e col mutuo da pagare.

A.

mercoledì 11 agosto 2010

25 000 visite


Toh, 25 000 visite e 32 000 pagine viste. E chi se ne era accorto...

Non pensavo che, nonostante mesi di abbandono, il blog fosse ancora seguito. Non capisco neanche quali siano i meccanismi per trovare un blog abbandonato da tempo. Beh, che ci resta da fare? Festeggiamo

I mondiali: i voti ad un mondiale deludente

Spagna: 9
Ha vinto, e questo basta. Ma non per darle il 10. Infatti la nazionale spagnola non è stata perfetta, anzi, spesso ha rischiato anche di perdere per non essere mai riuscita ad allungare, rimanendo sempre sull'1 a 0.
Germania: 8
La Germania, come quasi sempre, è stata la vera rivelazione del mondiale. Pochi se l'aspettavano lì davanti. I tedeschi ci sono sempre, sono una garanzia.
Polpo Paul: 10
Un eroe, il polpo. Spesso ho seguito le partite anche grazie a lui, per scoprire se avrebbe ancora una volta avuto ragione oppure no. Vince, contro tutto e tutti. E' lui la vera stella del mondiale.
Italia: 3 1/2
La delusione. Non ha neanche l'alibi della rottura dello spogliatoio, quello che è successo alla Francia. I giocatori erano, diciamolo così, "scallati" e non riuscivano a reggere il ritmo di gioco. Ultimo posto meritatissimo.
Lippi: 6
Io lo salvo. Le sue scelte sono state più o meno azzeccate, perchè Cassano e Balotelli non davano affidibilità e sarebbe potuto succedere quello che è successo poi alla Francia. Qualche scelta tattica sbagliata, ma di certo se i giocatori fossero stati in forma l'Italia avrebbe fatto qualcosa. E poi ha vinto un mondiale quando nessuno se l'aspettava: bravo Lippi, ma ora è giunto il momento di andarsene.
Francia: 5
Probabilmente qui sì che l'allenatore non era adeguato. Partite orrende, nel bel mezzo delle qualificazioni si crea la rottura tra i giocatori e la federazione. Lì nasce il crollo. Che peccato.
Le vuvuzelas: 4
Che bello sapere che in Italia non dovremo sentire per 90 minuti quelle zanzare assordanti. Certo, forse meglio di qualche coro della curva. Però ora basta.

Commentate pure

Cambiamenti

Ah, volevo dirvi che sono cambiate molte, molte cose. Infatti molti blog (il 95% di quelli che seguivo prima) sono stati abbandonati, o da me o dai proprietari; quella foto sulla destra contro l'Inter probabilmente verrà rimossa, visto che ora l'Inter mi sta simpatica. Non la tifo (probabilmente non tifo nessuna squadra) ma mi sta simpatica. E varie altre cose...mi sono messo in testa di tornare a scrivere qui, e mi piace scrivere così. Quando ne ho voglia, di cose che mi interessano. Forse parlerò dell'Italia e di tutto il Mondiale (ho già un progetto mezzo pronto in testa, preparato in 10 secondi ma pronto) e di politica in generale. A presto

Ogni ora è quella buona...

Proprio così, ogni ora è quella buona. Nel bel mezzo, o quasi, della notte, mi ritrovo di nuovo dentro questo blog, roba vecchia ormai, di due anni e mezzo fa (se ricordo bene, nacque il 7 Aprile del 2008). Perchè? Non chiedetemlo, perchè non lo so bene neanche io. Semplicemente mi è venuta voglia di scrivere, mi sono ricordato di questo blog e scrivo. Probabilmente fra poco mi metterò a letto e farò una bella dormita, ma avevo proprio voglia di rientrare qui, su tisalutociaociao, blog su cui ho passato tante ore divertenti. Grazie mille, blog.

martedì 6 ottobre 2009

nuovo modello

Come vedete, ho cambiato il modello del blog: questo modello mi sembra più accessibile e più diretto: c'è più spazio per le righe, e i post sono veramente in primo piano, mentre gli elenchi e i video sono sulla destra, come sempre. Credo che questo modello sia più carino e più accessibile; comunque dite la vostra!

rivoluzione!

Da questa settimana ho cominciato a ripensare a questo blog, all'inizio, a quanto ci sono stato e, infine, come l'ho lasciato. Senza il coraggio di ammettere che il blog in quel momento, almeno così come lo usavo, non volevo più farlo. Ormai ero accecato dalla teoria che ormai dovessi proseguire a tutti i costi. Teoria sbagliata. Alla fine, pur senza nessun avvertimento, ho lasciato il blog. Ora, a distanza di tempo, ci ritorno, con un'intenzione: di usarlo, ma non come lo usavo prima, a scopo informativo, perchè prima mi sentivo obbligato a scrivere anche qualcosa che non mi interessava. Adesso ci sarà la rivoluzione: parlerò di quello che vorrò scrivere, della mia scuola, delle elezioni a scuola e di altre cose che mi verranno da scrivere. Il blog sarà un libro aperto non dei miei pensieri, ma delle cose che mi piacciono e degli eventi che per me sono importanti. Ci saranno molte modifiche; se vi piacerà il nuovo stile del blog, continuate a visitarlo, perchè le visite fanno comunque piacere! Grazie,

l'amministratore del blog

martedì 19 maggio 2009

record di ingressi in 1 giorno

Inaspettato. Un unico aggettivo per definire questo record. Da mezz'ora circa è stato doppiato il vecchio record di ingressi in 1 giorno (77). Adesso sono 158, le persone entrate. Roba da Guinness...
Certamente nuove, ma credo anche vecchi visitatori che hanno subito notato questa ripresa. Una cosa inaspettata, che mi ha dato molta soddisfazione. Veramente,
GRAZIE!!!

la partita del cuore

Ieri, Lunedì 18 Maggio, si è svolta la partita del cuore tra ex-giocatori e giocatori ancora in attività e Nazionale Cantanti. La partità si è svolta tra canzoni (invitati Marco Carta e il vincitore di X-Factor, Matteo Becucci) e gol, tanti gol. 12 in tutto alla fine dei tempi regoamentari, 6 a 6. Poi la partita è finita ai rigori, dove dopo 5 rigori è stato assegnato il risultato di parità. Il commento è stato di Frizzi, con Pupo in campo che faceva le interviste. Presente il capitano della Nazionale cantanti, Mogol, che ancora a 72 anni continua a giocare, in maniera non proprio esaltante. Tra i giocatori ancora in attività presentiamo: Chimenti, Del Grosso, Del Piero, Toldo; tra gli altri giocatori, Zidane, Lapo Elkann, Ale e Franz, Ezio Greggio e così via. Partita tutto sommato divertente, con tanti gol, anche se il livello è molto basso e i ritmi di gioco bassissimi. La partita si è svolta all'Olimpico di Torino, che ha risposto con un buon pubblico, infatti lo stadio era quasi pieno dopo la partita a porte (quasi) chiuse contro l'Atalanta della Juventus.